Questo sito fa uso di cookie. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Leggi l'informativa - Accetto


Le nuove metodiche ablative ecoguidate dei tumori del fegato
(04/06/2015)

In teoria la terapia di scelta dei tumori primitivi del fegato è rappresentata dal trapianto di fegato. Nella pratica, però, il trapianto è effettuabile solo in un ridotto numero di pazienti a causa della scarsa disponibilità di fegati da trapiantare.
La resezione chirurgica dei tumori epatici è realizzabile in meno di ¼ dei pazienti o per difficoltà tecniche o a causa dell’avanzata insufficienza epatica che non consente di intervenire chirurgicamente.
Per tali ragioni, nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate innovative tecniche di ablazione percutanea dei tumori del fegato, il cui comune denominatore è rappresentato dalla possibilità di veicolare mediante aghi sottili, inseriti nel tumore sotto guida ecografica, una sostanza chimica o un’energia che determini la necrosi sia del tumore sia di un sottile strato di fegato circostante, con scarsa perdita di tessuto epatico integro. L’ablazione del tumore epatico mediante alcolizzazione, che consiste nell’introduzione ecoguidata nell’interno della neoplasia di alcool puro  e  l’ablazione mediante  radiofrequenza, che sfrutta il calore per la distruzione del tessuto neoplastico,  sono metodiche ormai quasi completamente sostituite dalla ablazione mediante microonde, cheallo stato attuale rappresenta la metodica di elezione per il trattamento delle neoplasie epatiche sia primitive che secondarie. Nel trattamento con microonde la distruzione tumorale  è determinata dal calore generato in loco con aghi che trasmettono frequenze elettromagnetiche maggiori di 900 kHz. Il grande vantaggio di questa metodica consiste nel determinare elevati volumi di ablazione  in tempi di applicazione  molto  brevi.  La  Casa di Cura Tortorella è in questo momento Centro Pilota per l’utilizzo delle microonde per l’ablazione percutanea ecoguidata di tumori primitivi e metastatici del fegato sia di piccole che di grandi dimensioni.
Per tutte le metodiche illustrate il trattamento ha una durata di pochi minuti ed è gravato da una percentuale di complicazioni molto bassa. Ne deriva che l’ospedalizzazione del paziente è limitata a 2-3 giorni e lo stesso  è in grado di riprendere la sua abituale attività  in breve tempo. 
In considerazione della scarsa invasività e della quasi totale assenza di complicazioni, la metodica è praticabile anche in pazienti anziani o con malattia epatica avanzata, non  operabili, con recidiva post-chirurgica o nell’attesa di trapianto epatico ed è ripetibile più volte nello stesso paziente.

Dr. Ferdinando R. Amendola
Dirigente U. F. Medicina Generale
Docente Scuola di Ecografia ed Eco-interventistica
Casa di Cura Tortorella